XVI domenica anno C 2022

MARTA E MARIA: AFFANNO E CONTEMPLAZIONE

Luca 10, 38-42

“Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose,

 ma di una cosa sola c’è bisogno”.

Noi occidentali, in questi ultimi anni, abbiamo creato una società incapace di riposarsi, sempre più stanca e sempre più affannata alla ricerca di un divertimento irraggiungibile. Viene costantemente prospettato un maggior divertimento, sempre più costoso. Ecco l’ossessione che il sistema capitalistico ha fatto nascere nella società del “benessere”: bisogna continuamente godere, cercare nuovi piaceri, fare nuove esperienze per mostrarsi belli, ricchi e contenti agli occhi degli altri. Nella metà del secolo scorso ci ponevamo la domanda: “Essere o avere?”. Successivamente: “Essere o apparire?”. Ora è rimasto solo il quesito: “Come apparire?”.

Risultato di tutto ciò è un crescente scontento, una scomparsa di valori umani, uno svuotarsi delle chiese, una dilagante “indifferenza fratricida” (per adoperare una scottante espressione di papa Francesco).

Ma adesso la storia ci presenta il conto: trenta guerre violentemente combattute e una quarantina di guerre ignorate.

In questa situazione il credente, con il Vangelo alla mano, ha ancora qualche cosa da proporre per non morire alla speranza? Prima di analizzare il brano evangelico odierno, giova ricordare una frase significativa detta da Gesù ai discepoli di ritorno da una missione apostolica che li aveva particolarmente affaticati: “Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’”. (Marco 6,31). Non li ha invitati a pregare, ma a riposarsi. A cercare un luogo solitario. Nel silenzio, prendere in mano se stessi per capire dove andare, come vivere, che valori cercare.

Prima che Gesù facesse questa proposta ai suoi discepoli, già l’antica legge aveva posto come obbligo il riposo festivo, tempo di grazia per lodare Dio e creare relazioni positive con il prossimo. Riposarsi. Apprezzare le cose belle. Prendere coscienza che il Signore – da quanto traspare dai Libri Sapienziali – ci chiederà conto delle cose che non abbiamo saputo godere e apprezzare, condividendole con gli altri. Per dirla con San Paolo: il cristiano deve esaminare ogni cosa e tenere ciò che è buono (cfr 1Tessalonicesi 5,21-22). Con questa premessa possiamo ora guardare alle due sorelle di Lazzaro: Marta e Maria.

Gesù entra nel villaggio: luogo della tradizione, della chiusura, della non accettazione del nuovo (tutti sinonimi di peccato). Per l’Ebreo la città è il luogo della novità e della festa.

Va nella casa di Marta, “donna della casa” (donna della tradizione). Questa, obbediente alle regole, sta in cucina. Sua sorella Maria (“sovrana”) infrange le convenzioni sociali e si comporta in un modo che era ritenuto inopportuno per una donna: si siede ad ascoltare. Non è in posizione di rispetto particolare, anche se si dice “ai piedi del Signore”: poiché allora non esistevano le sedie, Maria si siede a terra, accanto al Maestro.

Marta chiede a Gesù di sollecitare sua sorella, affinché l’aiuti a servire.

Ella, schiava della tradizione, è doppiamente schiava perché difende la condizione di sottomissione delle donne ed è gelosa di sua sorella.

Cristo elogia la scelta fatta da Maria di riposarsi ai suoi piedi: “Di una sola cosa c’è bisogno”. Una sola cosa è importante. Prima di interpretare questa cosa importante come riferita all’ascolto della Parola di Dio, si può così interpretare il pensiero di Gesù: “Marta, non stare a preparare tanti piatti: una sola portata è sufficiente”. Detto ciò, innegabilmente Gesù fa poi riferimento all’importanza di imitare Maria, nella sua scelta di mettersi totalmente all’ascolto della Parola. Per cui aggiunge:

“Ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta” (perché l’ha scelta lei, non è frutto d’imposizioni, e perché ciò concorre al suo vero bene). Nessuno può liberare la coscienza di un altro. Ci si autolibera, ascoltando e facendo propri alcuni principi.

La donna è libera quando crede nella propria dignità; quando è consapevole del dono che Dio le ha fatto nel renderla compartecipe dell’atto della creazione; quando non asservisce ad alcuno la propria intelligenza e la propria volontà; quando utilizza la dolcezza e la compassione che le sono proprie per far nascere attorno a sé armonia e bellezza.

Ecco, in questo contesto, il messaggio centrale proposto da Gesù: “Fermati! Non preoccuparti di molte cose. Mettiti ai miei piedi per ascoltare la Parola. Ascoltala con il cuore. Allora troverai pace e diffonderai gioia agli altri. Ti accorgerai che c’è più gioia nel dare che nel ricevere”.

Per inserire ancora di più questo brano evangelico in un adeguato contesto, vale la pena fare un rapido confronto con la parabola del buon samaritano. In essa Gesù ci dà un esempio di come debba essere il nostro amore misericordioso verso il prossimo. Con Marta e Maria racconta emblematicamente l’amore per Dio.
I due diversi aspetti dell’amore sono due facce della stessa medaglia: non c’è l’una senza l’altra e in ultima analisi si tratta di un unico amore.

Amore per chi? Innanzitutto per se stessi: se non mi amo, come posso amare gli altri?

È quindi importante essere buoni samaritani di noi stessi. Mettere nelle nostre piaghe il sangue di Cristo. Accogliere la nostra vocazione a diventare come Lui, il buon Samaritano, e rivolgersi al Padre con la preghiera iniziale della liturgia odierna:

O Padre,
nella casa di Betania tuo Figlio Gesù
ha conosciuto il premuroso servizio di Marta
e l’adorante silenzio di Maria:
fa’ che nulla anteponiamo all’ascolto della sua parola.

                                                                                              Valentino Salvoldi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea il tuo sito web con WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: