Mondo creato in vista del riposo

Come affrontare il tema del lavoro

A causa del coronavirus sono andati persi molti posti di lavoro, e molti altri si prevede verranno a mancare con il potenziamento dell’“Intelligenza Artificiale”. Questa disciplina, appartenente all’informatica, progetta sistemi capaci di fornire prestazioni che finora si ritenevano esclusive dell’umana intelligenza. C’è chi prevede che, in un prossimo futuro, ci saranno persone che riceveranno un salario… per rimanere a casa, perché ritenute inutili alla società, irrilevanti per il bene comune e non dotate delle competenze richieste dai nuovi tempi. Mentre mi dissocio dai disfattisti e dai “profeti di sventura”, reputo opportuno condividere il pensiero della Bibbia riguardo alla preoccupazione per il “domani” (compreso, quindi, il tema del lavoro).

A quanti sono demotivati, frustrati o preoccupati per il venir meno di un impiego, giova citare Qohèlet: “C’è un tempo per ogni cosa”. Purché ci sia il necessario per vivere dignitosamente, la parola di Dio ci ricorda che c’è una provvidenza specifica per ogni essere umano e che l’attaccamento alle ricchezze ammazza le attese, le aspettative e i sogni.

Siamo in un momento di crisi? Forse, peggiore di una crisi economica è quella prosperità nella quale – afferma la Bibbia – l’uomo rischia di diventare stolto, insensato e vano. Se non manca il necessario per vivere, una volta ridotte le “cose” che affollano le nostre case e la nostra vita, diviene più facile prestare attenzione all’essenziale: porsi le domande più radicali sul senso dell’esistenza.

Nel nostro quotidiano franare di fronte alle crisi, Dio pone l’argine del suo Amore. È facile cercare e trovare Dio quando tutte le cose vanno bene, quando gli amici rispondono all’amore con altrettanto amore, quando la bellezza del creato aiuta a lodare il Creatore! Ma la crisi ci fa intuire che Dio, paradossalmente, parla di più con il silenzio che con la parola. Lui, Parola che nasce dal silenzio, come la spiga di frumento nasce dal seme che marcisce. Lui che non permette una difficoltà se non per dare a noi la possibilità di reagire, di allargare i nostri orizzonti, di studiare per aumentare le nostre competenze, di ribellarci di fronte a chi cerca di farci sentire inutili e irrilevanti.

Ecco perché, di fronte al problema del posto di lavoro, occorre rendere coscienti soprattutto i giovani delle seguenti necessità:

  • conoscere se stessi per scoprire, preservare e sviluppare le proprie potenzialità;
  • aggrapparsi alla verità che rende liberi, responsabili e creativi;
  • ricorrere alla meditazione e alla preghiera che ci fa sentire figli di Dio, unici, irripetibili, importanti, capaci di lottare contro le ingiustizie;
  • valorizzare quel volontariato che ci fa prendere coscienza che noi siamo le mani stesse di Dio;
  • inventare continuamente noi stessi, diventando come il Padre che – secondo gli Ebrei – dopo aver lavorato per sei giorni, ha elevato il settimo al grado della perfezione: ha creato il “sabato”, giorno del riposo, della contemplazione della bellezza del creato e della possibilità di ricrearci e crescere in sapienza e grazia.

Con questi valori alle spalle, l’Intelligenza Artificiale non sarà più una minaccia, ma una possibilità di rendere sempre più ludico e creativo il “sabato” e ogni tempo di riposo.

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