“La verità vi farà liberi”

La verità non è qualche cosa, ma Qualcuno

Post-verità, post-modernità, ultra-modernità, modernità liquida… e tante altre etichette denominano, con tinte forti e preoccupanti, l’oggi umano nel quale siamo immersi. Ma questo fragile oggi umano, dall’oggi divino – dall’oggi della Chiesa – può ricevere un rafforzamento, un orientamento e un afflato di speranza da parte di chi si confronta con gli ideali proposti dalla Bibbia. Questa offre verità eterne attraverso racconti sconvolgentemente semplici: un gruppo di beduini che si struttura attorno alla fede di Abramo; un popolo perseguitato in Egitto e purificato da Dio nel deserto… E poi tanti racconti di fulgide figure profetiche, di tradimenti, di santi e di peccatori, di assurde guerre, di esilio e ritorno in patria per ricostruire il tempio. Finché Dio stesso viene a porre la sua dimora nel tempio del corpo umano e a portare una salvezza raccontata in modo scarno da quattro Evangelisti, affascinati dalla forza dello Spirito di Verità.

Spirito che prende corpo in ogni persona e che fa dire a Sant’Agostino: “Percorri l’uomo e troverai Dio”. Vale a dire: cerca sempre segni di bontà e di bellezza nell’avventura umana. Anche piccoli segni, presenti in ogni persona, manifestazione di Dio e incarnazione del Cristo che non è un’astrazione, ma Verità fatta carne. Non una elucubrazione filosofica, ma una Presenza concreta, che possiamo percepire in ogni persona che il Signore ci mette accanto. Egli non si è fatto libro – come affermano i musulmani – ma uomo. Perciò ciascun  essere umano che si presenta a noi nella sua nuda bellezza, mentre è immagine di Dio, è fratello di Colui che non ha esitato a definirsi “Via, Verità e Vita”. Chi a Lui si aggrappa, da Lui ha la forza di liberarsi dalla logica mondana, approfondendo sempre di più la famosa triade sulla quale la tradizione cattolica si è sempre fondata: “il bello, il vero e il buono”.

Bello in primo luogo, perché, come sostiene anche papa Francesco, senza la bellezza non è possibile parlare in maniera credibile della verità e del bene. Il cristiano è chiamato a guardare alla bellezza in tutti i suoi aspetti, in tutte le sue sfaccettature, per uscire dallo scacco della modernità e della post-modernità, dal suo relativismo imperante che offusca la verità.

Chi nega la verità si sottopone al giudizio che la filosofia classica riserva per gli scettici: se questi volessero  essere minimamente coerenti, non dovrebbero aprire bocca, perché ogni loro affermazione contraddice se stessa, dal momento in cui affermano che non esiste la verità e tutte le dottrine sono false.

Credere nella verità non porta a essere fanatici o a imporre agli altri la propria convinzione, ma a essere gioiosi testimoni di un incontro con Colui che ci apre gli occhi e il cuore. Uniti a Cristo, conosceremo la verità che libera. La verità di vivere la bellezza di essere salvati, di non ripiegarci sul nostro peccato e di lasciarci invadere dallo Spirito Santo. È Lui che, in modo veritiero, pone in relazione la persona con se stessa, con gli altri e con il Creatore. È Lui che ci fa comprendere a fondo il significato delle parole del Maestro: “Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Giovanni 8,31- 32).

                                                                        Valentino Salvoldi

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