Gratuità dell’amore

19 Febbraio

“Un cuore contrito e affranto

 tu, o Dio, non disprezzi” (Salmo 51,19).

“Perciò, ecco, io la sedurrò,
la condurrò nel deserto
e parlerò al suo cuore” (Osea 2,16).

“Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto

finché lo sposo è con loro?

Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto,

 e allora digiuneranno” (Matteo 9,15).

Lo sposo è con la sposa, Cristo è con la Chiesa. Se Cristo è in mezzo a noi non c’è posto per la mortificazione, se non quella che sgombera il nostro cuore da ciò che non ci permette di incontrare lo sposo. Sediamoci alla sua mensa, al suo banchetto attraverso la partecipazione ai sacramenti: assaporeremo l’amore del nostro Dio, gioiremo per l’amore che Egli ci dona e deporremo nel suo cuore il nostro cuore, con le nostre attese, le nostre speranze, le nostre preoccupazioni, certi che la Sposa è al sicuro nelle braccia dello Sposo.

Non si merita l’amore. Si accoglie.

Non esiste il “troppo” nell’amore:

siamo creati per l’Infinito.

È gratuito l’amore, ma sempre messo alla prova.

Le sconfitte: occasioni per tornare da capo.

Le crisi: opportunità per cambiare vita.

Le sofferenze: palestre per apprendere l’amore.

E l’Amore non giudica, redime.

Comprende, giustifica, perdona tutto

e sempre vuol fare festa.

Un continuo invito a nozze.

2 pensieri riguardo “Gratuità dell’amore

  1. Caro don Valentino, non so come ho trovato questo sito dove ancora posso incontrarti.
    Grazie sempre. Le tue parole sono sempre in perfetta sintonia su ciò che vivo soffro offro.
    Grazie.

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  2. Quante domande abbiamo sul mistero del male? L’uomo è sempre tormentato da questa domanda, di fronte all’assurdo della violenza, dell’ingiustizia, soprattutto quella della morte. I ragazzi, anche quelli non credenti, scrivono cubitale sui muri “Per sempre”! La sofferenza e la morte sono inaccettabili e a ragione! Talvolta le risposte, però, sono più disturbanti della domanda. Quante volte le risposte ci sembrano banali, vuote e altre volte anche offensive o blasfeme: “Così è la vita”, “Passerà”, “è la volontà di Dio”, “Noi non lo comprendiamo, ma c’è un disegno buono”, ecc. Quanto ci fa del bene invece una persona che non sa cosa dire e tace, ma è presente, ci è vicina, ci tiene una mano, ci asciuga una lacrima, ci va a fare la spesa … Gesù non tratta con sufficienza la questione tragica che tocca la nostra vita; Gesù smaschera tutti i saccenti con le loro formulette ripetute o filosofie molto all’acqua di rose che poi non reggono l’urto del reale; sì perchè nella vita a volte la realtà si mostra implacabile. Gesù non risponde, o meglio mostra che la risposta è la presenza, è un legame che sfida la morte e l’annienta. Quante volte assistendo persone che “non capiscono più nulla”, comprendono ancora una carezza, il calore di una stretta di mano.

    Don Nur Nassar

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