Che ne è della forza, senza amore?

Opinioni a confronto – Valentino Salvoldi e Matteo Previato

“Dalla legge all’amore”; “Dal monte Sinai al monte delle Beatitudini”: questo ho insegnato dagli anni Settanta fino all’inizio del nuovo secolo. Ora la cultura è cambiata: i giovani, sempre più fragili, contano sulla forza, sull’apparire, sui diritti… sempre meno sui doveri, sulle leggi e sull’amore. Educare agli orizzonti dell’amore e della giustizia diventa un imperativo categorico. Ma chi è l’educatore?

A differenza del Nord America e dell’Africa, la Chiesa italiana fatica a raggiungere la popolazione giovanile e vi riesce solo attraverso le attività ludiche estive. La scuola cambia orientamenti a seconda dei ministri dell’istruzione e del loro partito politico. La famiglia compie troppi errori nell’educazione. Errori di metodo, spesso, ma pur sempre errori: non forma a valori umani e spirituali. Accontenta in tutto i figli, dando tutto tranne l’Essenziale. Non lascia loro mancare i soldi e quei social media sui quali non ha il controllo né riguardo ai contenuti, né riguardo ai tempi d’uso. E i risultati di tutto ciò? La chiusura totale agli altri: a chi è meno fortunato, a chi muore di fame, a chi scappa dal proprio Paese, a chi è in guerra. E l’apertura al “forte” di turno: a chi è militarmente all’apice, a chi si impone sul mercato, a chi offre lo smartphone più efficiente.

La terapia si può desumere dalla Bibbia, che non esita a mostrare le sciagure che incombono su chi abbandona Dio per aggrapparsi agli idoli e alle maschere. Gli idoli, prima o poi, precipitano in modo distruttivo sui loro adoratori. Le maschere cadono e lasciano il malcapitato nudo, indifeso, in balia di tutte le intemperie e privo di quella forza che, senza la legge dell’amore, fa solo disastri.

                                                                                 Valentino Salvoldi

Passano i tempi ma la storia si ripete

Mi chiedo se siano caratteristici solo dei nostri giorni i numerosi errori educativi nel crescere le nuove generazioni, se sia solo oggi che ci si apre soltanto al forte di turno e ci si chiude totalmente agli altri. Passano i tempi ma la storia si ripete, la stessa Bibbia ce lo mostra.

In questi giorni sto leggendo il libro dei Giudici e trovo spiazzante la dinamica di un popolo che continua ad accanirsi nel male. Israele si fa beffe del suo Dio andando a servire gli idoli stranieri, abbandona tutto e si apre al più forte subendo l’ira del Signore. Proseguendo possiamo vedere che lo stesso Gesù definisce la sua come una “generazione malvagia e adultera” che cerca idoli e non sa riconoscere il Dio in mezzo a essa. Tornando al libro dei Giudici, c’è una frase che si ripete come un ritornello in tutta la narrazione: “I figli di Israele gridarono al Signore e il Signore fece sorgere per loro un salvatore”. Un Dio fedele, un Dio amorevole, un Dio che è Padre in tutti i sensi perché redarguisce i figli che sono nell’errore, ma li ascolta quando gridano e li salva quando hanno bisogno.

Forse l’errore educativo più grande è non trasmettere l’immensa libertà e l’immensa gioia della fede cristiana. Attorno a me vedo molti giovani che hanno sete dell’Infinito, ma non lo cercano perché hanno paura di vedersi limitati e sottomessi da qualcosa di superiore. C’è una generazione che cerca il Suo volto, ma non sa dove trovarlo. Allora mi chiedo: c’è qualcuno che urlerà per noi? Qualcuno ci mostrerà il vero Amore?

                                                                             Matteo Previato

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